Quando si parla di fare branding si tende in genere a pensare alle strategie per valorizzare  e far conoscere il proprio marchio all’esterno. C’è, però, un’altra “dimensione” fondamentale del branding, spesso messa in secondo piano: è il cosiddetto employer branding.

Per employer branding s’intende la reputazione e l’immagine con cui il brand aziendale viene percepito da chi lavora all’interno dell’azienda, dai collaboratori esterni e da chi aspira ad entrare a far parte del team di lavoro. Prendersi cura del brand anche verso l’interno richiede strategie dedicate e può apportare notevoli benefici sia in termini di soddisfazione dei dipendenti che di crescita dell’impresa. In questo articolo scopriremo più in dettaglio quali sono i vantaggi e da dove partire per ottenerli.

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I fattori che favoriscono l’employer branding

Quando un’azienda gode di un’ottima reputazione tra i propri dipendenti e collaboratori accade che i lavoratori sentano un forte senso di appartenenza e siano orgogliosi di farne parte, a tal punto da parlarne spontaneamente in modo positivo, dal vivo e sui social media.

Ma cosa impatta sul giudizio favorevole dei dipendenti? Un sondaggio indipendente di Randstad, su 163mila dipendenti di quasi 6mila aziende in tutto il mondo, ha messo in luce quali sono le motivazioni più forti che spingono i lavoratori a scegliere un certo datore di lavoro. In Italia, la principale motivazione risulta l’atmosfera di lavoro piacevole, seguita dalla possibilità di avere un buon equilibrio tra vita e lavoro. La retribuzione e i benefit arrivano al terzo posto, seguiti dalla sicurezza del posto di lavoro e dalle opportunità di carriera.

Employer branding: casi aziendali di successo

Tra i casi di successo di employer branding in Italia vi sono marchi noti come Ferrero, Brunello Cucinelli e Ferrari. Leggendo le recensioni dei dipendenti si può notare, infatti, come in tutte queste aziende siano importanti i fattori emersi dall’indagine Randstad come l’attenzione al work-life balance, la creazione di un’ambiente di lavoro stimolante e diversi tipi di benefit. Qualche anno fa ho avuto modo di visitare gli stabilimenti dell’azienda Ferrari e ho potuto ammirare un esempio di eccellenza produttiva ma ho avuto anche la possibilità di notare il forte senso di orgoglio con cui i dipendenti parlavano della loro azienda ai visitatori.

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Immagine tratta dal sondaggio Randstad

L’employer branding è una questione di coerenza

Anche se può sembrare un fenomeno spontaneo, in realtà, l’employer branding è il risultato finale di un piano strategico che deve essere seguito da azioni concrete e coerenti

Ormai la social reputation e la web reputation non consentono più alle aziende di limitarsi a fare dei bei proclami che poi non corrispondono ai fatti. Questa mancanza di coerenza verrebbe presto smascherata in rete con recensioni negative lasciate dai dipendenti. Per il bene della reputazione aziendale è fondamentale, quindi, che le misure dichiarate dagli imprenditori a sostegno del benessere dei lavoratori siano poi fatte seguire da azioni concrete.

Anche per le pmi la reputazione aziendale conta

L’employer branding non riguarda soltanto le grandi aziende. Soprattutto nelle piccole imprese è importante che l’imprenditrice riesca a trasmettere la sua identità in azienda, così che i principi in cui crede e per cui si batte siano realmente percepiti dai suoi collaboratori. Ho riconosciuto in Pocket Manager, realtà di consulenza strategica per le piccole imprese, un esempio virtuoso di coerenza tra identità dell’imprenditrice e misure adottate. La founder Valeria Pindilli è riuscita, infatti, a trasferire la sua anima all’interno dell’impresa adottando una leadership partecipativa basata sull’aiuto e il sostegno reciproco tra lei e il suo team, che parla con entusiasmo del suo brand. Come è stato possibile? Attraverso una strategia e delle azioni mirate: call di allineamento settimanali, team building periodici, spazio lasciato alle proposte di tutti e clima di lavoro piacevole in cui c’è sempre spazio per un sorriso.

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Employer branding: vantaggi per lavoratori e imprese

Avere a cuore il benessere dei propri dipendenti e collaboratori e adottare misure che contribuiscano a creare una buona reputazione aziendale porta con sé molti vantaggi come:

1) Dipendenti soddisfatti e ingaggiati

Il primo vantaggio è quello di avere dipendenti e collaboratori soddisfatti che vengono volentieri al lavoro, contribuendo a co-creare un clima positivo, che favorisce il team working e il miglioramento delle performance.

2) Buona reputazione aziendale che riduce il turnover

Il secondo vantaggio è quello di trattenere in azienda i collaboratori più preziosi e fidati coinvolgendoli in un percorso di carriera che li vede crescere insieme all’impresa.

3) Awarness branding per attratte talenti

Il terzo vantaggio è quello di attrarre nuovi talenti che scelgono di credere nel brand e di seguirlo nei diversi stadi di sviluppo, favorendo l’innovazione e il miglioramento continuo dei processi.

L’importanza di una employer branding strategy

Creare un ambiente di lavoro piacevole, in cui i dipendenti e collaboratori siano felici di lavorare e ne parlino bene non è qualcosa che si può improvvisare o che si può fare solo per convenienza. È importante ideare una employer branding strategy che metta davvero al centro i dipendenti e il loro benessere attraverso azioni concrete su diversi fronti:

 

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