motivazione
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Ti capita in alcuni momenti della tua vita o della gestione della tua impresa, di sentirti demotivata e con il pensiero di mollare la spugna e di arrenderti prima di aver realizzato i tuoi obiettivi? Per capire come ritrovare la motivazione è importate fare innanzi tutto un passo indietro per capire cos’è la motivazione e quali sono i principali tipi di motivazione che muovono gli esseri umani.

 

Le tre aree della motivazione

Il coaching umanistico spiega che ci sono tre grandi aree motivazionali e che ognuno di noi ha una spinta motivazionale prevalente in ogni fase della vita:

  1. Motivazione all’eccellenza: perseguire l’eccellenza sul lavoro
  2. Motivazione alla simpatia (dal greco sympatheia, “provare emozioni insieme a”): instaurare relazioni positive di amore e di amicizia
  3. Motivazione al potere: acquisire potere sulla propria vita

In ogni periodo della nostra vita ci sarà una motivazione prevalente, ad esempio in una certa fase potrà prevalere la motivazione relazionale, in un’altra fase la motivazione all’autonomia personale e in un’altra fase ancora la motivazione ad eccellere sul lavoro. L’ideale sarebbe riuscire ad averle tutte e tre, stabilendo un equilibrio tra le diverse aree della nostra vita.

 

Sfatiamo un mito: il coach non è un motivatore

Nel film “Tutta la vita davanti”, la team leader di un call center, magistralmente interpretata da Sabrina Ferilli, tutte le mattine motiva le ragazze a portare avanti un lavoro ripetitivo e alienante con balletti e canzoncine motivazionali. Una figura come questa, che incarna lo stereotipo del motivatore, è diametralmente opposta a quella del coach.

Quali sono dunque le principali differenze tra un coach e un motivatore?

Proprio perché ogni persona è unica, ed è spinta da motivazioni diverse e personali, che possono cambiare nel corso della vita, non è sufficiente motivare semplicemente una persona a raggiungere un obiettivo perché la persona si senta soddisfatta e realizzata. Affinché la persona si senta realizzata, è necessario che l’obiettivo da raggiungere sia allineato con i suoi valori e le permetta di esprimere le proprie potenzialità, in direzione del bene personale e collettivo.

 

Cosa motiva gli esseri umani a compiere grandi imprese

 

mancanza di motivazione
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Osservando la volta della Cappella Sistina dipinta da Michelangelo oppure ascoltando una sinfonia di Beethoven rimaniamo ammirati di fronte all’immensità delle opere che questi artisti hanno saputo creare, superando grandi ostacoli e non perdendo mai la motivazione. Spesso siamo portati a pensare che tutte le grandi opere siano già state realizzate nel passato, ma anche oggi esistono degli eroi quotidiani che sono riusciti a compiere grandi imprese moderne, mantenendo alta la spinta motivazionale. E’ il caso di campionesse sportive come la ginnasta Carlotta Ferlito oppure di grandi chef pasticceri come Christina Tosi.

Che cosa ha portato, nel presente e nel passato, queste persone a compiere grandi imprese? Cosa ha spinto Michelangelo a trascorrere anni ed anni a dipingere una volta e Beethoven a continuare a comporre musica anche al sopraggiungere della sordità? Che cosa ha portato Carlotta Ferlito a continuare ad allenarsi e a gareggiare dopo gli infortuni o Christina Tosi a lavorare e studiare per anni prima che i suoi eleganti e squisiti dessert venissero notati? Cosa ha portato queste persone a mantenere la motivazione sempre alta?

Questi risultati eccellenti, di ieri e di oggi, sono stati raggiunti grazie ad un particolare tipo di motivazione che è la motivazione intrinseca.

 

Come passare dalla motivazione estrinseca a quella intrinseca

Si possono distinguere due tipi di motivazione, la prima indotta dall’esterno, come nel caso della team leader del film “Tutta un’altra vita” e la seconda che viene dall’interno, come nel caso degli autori di grandi opere.

Tutte le grandi imprese si basano sulla spinta di una forte motivazione intrinseca collegata alla scoperta della nostra vocazione, di quello che ci appassiona, dei nostri valori e della nostra visione, che dall’interno si muovono verso l’esterno, prendendo la forma di opere o di attività visibili e utili.

Le persone che si lasciano guidare dalla motivazione intrinseca non si sentono in balìa degli eventi, non si lasciano fermare dagli ostacoli ma, al contrario, sentono il potere della propria vita nelle proprie mani. Sono spinti dalla loro motivazione a trasformare le loro idee in opere, in grado di suscitare ammirazione e meraviglia.

 

Allarga la tua sfera di influenza e riprendi il mano il potere sulla tua vita

Ti è mai capitato di sentirti come Calimero e di pensare che non ce l’avresti fatta, che non ci saresti riuscita, che è tutta colpa degli altri, che capitano tutte a te?

In questi casi sei spinta da una “motivazione negativa” che ti porta a dire a te stessa: “io non posso”.

Come puoi passare da sentirti come Calimero a sentirti come SpongeBob, la spugna che è sempre felice, ritrovando una “motivazione positiva” che ti porta a dire a te stessa: “io posso”?

Spostando la tua attenzione da ciò che non dipende da te (gossip, catastrofi naturali, minacce terroristiche, cosa pensano gli altri di te…) a ciò che dipende da te (il tuo atteggiamento, i tuoi progetti, quello che leggi, le abilità che stai esercitando, come utilizzi i soldi, le cose che stai imparando) potrai, giorno dopo giorno, allenare e rafforzare la tua motivazione positiva.

Concentrandoti su quello che dipende da te, allargherai la tua sfera di influenza e la sensazione di avere il potere della tua vita nelle tue mani.

Ci sono persone che sono riuscite addirittura ad andare oltre la semplice motivazione positiva, sviluppando una motivazione “antifragile”: si tratta di persone come Bebe Vio e Nick Vujicic, che hanno reagito a gravissime malattie o difficoltà fisiche senza lasciarsi sconfiggere dal muro del dolore e dal senso di impotenza, trasformando i loro grandissimi ostacoli in obiettivi di sviluppo. Bebe Vio, dopo aver perso gli arti a causa della meningite, è riuscita a diventare campionessa di scherma. Nick Vujicic, nato affetto da una malattia rara che lo ha reso privo di gambe e braccia, è riuscito a realizzarsi sia nella sfera personale che in quella professionale, diventando uno spekaer internazionale e creando una famiglia con una moglie e quattro figli.

 

Mantenere alta la motivazione con la scelta di un allenamento verso un obiettivo di felicità

 

ritrovare la motivazione
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Una volta che ti sei allenata a concentrarti su ciò che dipende da te e che hai ritrovato una motivazione intrinseca e positiva, per mantenere la motivazione alta sul lungo periodo, in modo da arrivare fino in fondo e raggiungere un obiettivo allineato con i tuoi valori e la tua visione, è fondamentale che la spinta a raggiungere il tuo obiettivo non sia un semplice dovere, ma si trasformi in una vera e propria scelta positiva e consapevole che ti fa muovere in direzione della tua autorealizzazione.

Facciamo un esempio pratico: la differenza tra dovere e scelta è la differenza tra la decisione di seguire una dieta spinte da una motivazione esterna, come quella di farsi vedere senza cellulite dal proprio uomo alla prova costume, e la decisione di seguire una dieta spinte da una motivazione interna, come quella di nutrirsi in modo sano per mantenersi in buona salute.

Nel primo caso, in cui la spinta a raggiungere l’obiettivo viene dall’esterno ed è percepita come un dovere, la mancanza di motivazione tenderà a sopraggiungere molto rapidamente e questo è il motivo per cui spesso non si riesce a portare a termine una dieta: quando il sacrificio è fine a sé stesso e gli obiettivi sono imposti dall’esterno, sentiamo solo fatica senza gratificazione e benessere.

Nel secondo caso, la dieta è basata su una scelta consapevole di benessere ed è sostenuta da una forte motivazione intrinseca. Questo porterà alla scelta di un esercizio intenzionale e di un impegno costante per raggiungere obiettivi allineati con il proprio vero sé. In questo secondo caso, la fatica dell’allenamento sarà accompagnata da una positiva sensazione di benessere.

 

Dall’automotivazione alla motivazione con il sostengo della coach

Una volta scoperta e allenata la nostra motivazione intrinseca e positiva verso un obiettivo di felicità, possiamo iniziare a mettere in campo il nostro piano d’azione.

Ma possiamo sempre automotivarci da soli? E’ possibile automotivarsi, ma in realtà non è sempre così facile farlo perché a volte abbiamo delle convinzioni limitanti che ci ostacolano e non ci permettono di vedere il nostro potenziale.

In questi casi in cui, nonostante il nostro impegno, non riusciamo a ritrovare la motivazione nel lavoro o nella vita è possibile rivolgersi ad una business coach che è un’esperta di potenzialità e può aiutarci a riscoprirle e ad allenarle. La coach individua le tue potenzialità e ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi, ti aiuta a coltivare i tuoi talenti e a sviluppare una “seconda natura”, guidandoti lungo un percorso di autorealizzazione che ti aiuta a diventare la versione migliore di te stessa.

In un percorso di coaching la motivazione è doppia, perché alla tua motivazione si unisce quella della coach che crede in te, ha fiducia in te, vede il tuo potenziale, fa il tifo per te e gioisce per i tuoi obiettivi raggiunti!