decidere con cuore e cervello

Cuore-cervello: chi prevale nel tuo business?

Decidi con cuore o cervello? Chi prevale tra i due? Farti questa semplice domanda può aiutarti a riflettere sul modo in cui agisci sia nella vita privata che in quella professionale. Nella gestione del business c’è infatti chi è estremamente razionale e chi invece agisce un po’ più “di pancia”. Entrambi questi approcci presentano pro e contro ma esiste un terzo modo senza dubbio più efficace dell’uno e dell’altro. Scopriamo insieme di che cosa si tratta.

Decidere con il cervello

Nel business chi decide con il cervello è tendenzialmente una persona piuttosto razionale, in grado di raccogliere i dati, di ponderare i fatti e di analizzare con lucidità i possibili scenari, per prevedere le conseguenze delle proprie decisioni, tenendo conto, prima di tutto, delle esigenze di sostenibilità del business.
Chi fa prevalere il cervello nel prendere decisioni lo fa con l’intento di minimizzare i rischi e anticipare gli impatti, a breve e lungo termine, delle proprie scelte. Ti riconosci in questa descrizione o la senti distante da te?

I pro

Quali sono i vantaggi per chi decide con il cervello?
1) Distacco: decidere per il bene del business, in base ai dati raccolti, consente di evitare un eccessivo coinvolgimento emotivo in caso di decisioni delicate, come quelle che coinvolgono le persone. Ad esempio può consentire di selezionare nuovi membri del team o nuovi fornitori qualora quelli attuali non fossero più in linea con il purpose aziendale.
2) Previsione: decidere dopo avere analizzato diversi scenari, anticipa le possibili conseguenze delle proprie azioni, favorendo scelte consapevoli.
3) Focus: decidere razionalmente, consente di mirare a un obiettivo di business chiaro e di rimanere concentrarti su scelte progressivamente sempre più vicine alla meta desiderata, riducendo le distrazioni.

I contro

Quali sono i lati ombra di questa modalità decisionale?
1) Freddezza: tenere conto del bene del business è fondamentale per avere un’impresa in buona salute, ma è altrettanto importante evitare un eccessivo distacco, che potrebbe far perdere di vista gli aspetti umani e il benessere delle persone.
2) Stasi: scegliere in modo analitico, solo sulla base dei numeri, può portare a un eccesso di prudenza che rende statico il business, precludendo una spinta all’innovazione.
3) Prevedibilità: scegliere con il cervello razionale, può portare a percorrere sempre gli stessi tracciati, prediligendo strade già battute invece di lasciare spazio a soluzioni creative e originali, frutto del pensiero laterale.

decidere con cuore e mente
Immagine free presa da Pexels

Decidere con il cuore

Nel tuo business tra mente e cuore prevale il secondo? Le persone che agiscono ascoltando il proprio cuore sono solitamente persone emotive, empatiche, sensibili, spirituali, intuitive e creative. Decidono in base a ciò che “sentono” più che a quello che pensano. Aderiscono ad un’iniziativa con improvviso entusiasmo, lanciano un nuovo servizio perché “di pancia” lo hanno immaginato. Percepiscono “a pelle” l’energia del loro interlocutore e attraggono persone sulla loro stessa lunghezza d’onda. Vanno dove le porta il loro cuore e decidono tendenzialmente in maniera istintiva, nella vita e nel business. Ti risuona questa descrizione?

I pro

Quali sono i vantaggi di questa modalità decisionale?
1) Empatia: seguire il cuore consente di sviluppare l’intelligenza emotiva e di comprendere le esigenze dei propri collaboratori, partner e clienti, mettendosi nei loro panni e facendo scelte che tengono conto del bene comune
2) Intuito: chi sceglie con il cuore ha una maggiore predisposizione a diventare un canale aperto a ricevere intuizioni e messaggi dalla propria saggezza interiore e dall’universo, trovando soluzioni inattese.
3) Creatività: ascoltare il cuore, consente di intravedere strade nuove e originali e di considerare ostacoli e imprevisti come opportunità per innovare ed evolvere il business. Di fronte ad un blocco è spesso la creatività che porta a superare l’impasse.

I contro

Seguire il cuore porta con se molti vantaggi ma nasconde anche delle insidie:
1) Impazienza: scegliere con il cuore, nel business può rivelarsi pericoloso e può portare a scelte affrettate. Ad esempio può portare a licenziarsi senza avere un altro lavoro o può portare un business già avviato a fare un grande salto senza aver valutato bene le conseguenze
2) Emotività: lasciarsi guidare dal cuore può portare a scelte non ponderate, basate sull’onda emotiva del momento. Ad esempio può spingere a mollare tutto in un momento di sconforto o ad agire con troppo entusiasmo per poi pentirsene.
3) Debolezza: l’eccesso di coinvolgimento emotivo può portare ad identificarsi totalmente con il proprio business, indebolendo la leadership se si è alla guida di un team o rendendo difficile prendere decisioni delicate che coinvolgono le persone.

decidere con cuore e cervello terza via
Immagine free presa da Pexels

La terza via: decidere con cuore e cervello

Cuore e cervello in lotta. Se fino ad ora ti sei sentita così, sono qui per dirti che c’è una terza via: decidere con il cuore e con la mente. Tutte e due le modalità decisionali hanno pro e contro, hai mai pensato di poter trarre il meglio da entrambe?
L’esperienza nella gestione della mia attività e i tanti percorsi svolti al fianco di donne imprenditrici mi hanno portata a scoprire che nel processo decisionale possiamo utilizzare sia il cuore che il cervello. Per gestire efficacemente un business è fondamentale acquisire la capacità di spostare il punto di vista per vedere la stessa situazione da più angolazioni: è importante saper prendere le distanze dal proprio business, guardandolo da fuori, quando necessario, così come è importante saper accorciare queste distanze e metterci il cuore quando serve. Ad esempio quando si lancia un nuovo prodotto o servizio è importante ascoltare il cuore per capire le esigenze del cliente e lasciar giungere intuizioni e idee in grado di rendere unica la proposta. Al tempo stesso, per lanciare una novità sul mercato è importante aver analizzato i dati e aver strutturato una strategia chiara di comunicazione e marketing.

Chi comanda: il cuore o il cervello? Entrambi

Invece di pensare al cuore contro cervello, vederli e utilizzarli insieme può aumentare esponenzialmente le possibilità di successo del nostro business. Corpo, mente, cuore sono connessi e quando si trova l’equilibrio tra tutte le parti di noi, si possono prendere decisioni di business, al tempo stesso, più ispirate e solide. Se desideri unire cuore e mente per stabilire nuovi obiettivi per la crescita sostenibile della tua attività possiamo iniziare a parlarne insieme.

Mi interessa parlarne con te

business coach blog

Miriam Bruera

BUSINESS COACH

Leggi gli articoli del mio blog per trovare suggerimenti per il tuo business, spunti per la tua attività e scoprire qualcosa in più su di me.

Buona lettura!

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